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DIGILAND
INTERVISTA MARGHERITA FASCIONE
Margherita Fascione ciociara doc e pittrice
apprezzata. È lei, questo mese, che si racconta a Digiland.
«Ho iniziato a dipingere su tela da piccolissima, alle
elementari, senza aver avuto precedentemente alcun contatto con
l'arte. Ciononostante, ho smesso all'improvviso per molti anni,
volgendomi a studi che sembravano avere scarsa attinenza con l'
arte: gli studi classici. Mi sono laureata in Filosofia,
proseguendo con un ciclo di studi sull'Estetica e la teoria delle
arti, che hanno risvegliato in me l'antica passione sopita per anni.
Non avendo mai frequentato scuole d'arte, per apprendere le
tecniche fondamentali sull'uso del colore, ho iniziato ad osservare
i grandi del passato, partendo da Constable, di cui ho tentato di
riprodurre "Il mulino di Dedham", utilizzando i soli colori primari
e gli Impressionisti, in particolar modo Monet, di cui, durante un
viaggio a Parigi, ho avuto modo di osservare le opere da vicino. Un
incontro "davanti all' immagine", per me una folgorazione.
Dall'ispirazione impressionista provengono infatti i miei primi
lavori ma appare via via una tendenza, sempre più forte, diretta a
ricercare motivi di espressione creativa diversi ed originali.
L'evoluzione del mio percorso artistico è ormai disancorata da
punti di riferimento riconoscibili, anche se il debito nei confronti
dei miei "maestri" sarà sempre fortissimo. E, credo, sarà dominata
da elementi costanti: colore, luce, movimento».
L'arte, dunque, permea tutto il sito di Margherita. Sito
che come lei stessa ci dice: «...è on line da maggio
2000. L'iter è stato graduale. I progressi avvenivano man mano che
crescevano le mie conoscenze nel campo, fino a raggiungere la forma
attuale, tutt'ora in fieri. Naturalmente c'era anche la necessità di
dare risalto alle opere più che all'aspetto grafico, optando per un
tipo di comunicazione più diretta, come è ovvio per un sito di
pittura al fine di rendere ai visitatori un messaggio non mediato da
artifici o abilità tecniche.».
Ma quali sono le
motivazioni che ti hanno indotto a ricorerre a Internet per
presentare al pubblico le tue opere? Soprattutto da cosa deriva il
tuo atteggiamento di noncuranza verso eventuali critiche?
«La mia attenzione per le nuove forme di comunicazione è
stata sempre vivace tanto nello studio quanto nel lavoro. Pur
realizzando un tipo di pittura introspettiva, autobiografica,
chiusa, non ho mai avuto timore di esporre le mie opere...
Dipingere mi permette di scavare in me stessa, esporre mi
permette di raccontarmi agli altri. Amo pensare che ogni mio quadro
sia una traccia che resta di me. Ed è stato il desiderio di
comunicare e rendere maggiormente fruibili le mie opere che mi ha
indotto a creare una galleria on line. Ho pensato infatti che
attraverso la rete non solo le mie "emozioni" potessero raggiungere
un pubblico più vasto, ma che potessero istituirsi rapporti di
interazione, situazioni aperte... l'entrare in contatto con persone
con cui poter confrontare il mio iter artistico. Per merito
delle tecnologiche, la figura dell'artista, dell'opera d'arte, le
modalità di fruizione si sono ormai radicalmente modificate, poiché
al fruitore vengono offerte svariate possibilità di interazione con
l'opera d'arte. È il fruitore generico, e non il solo gallerista o
il solo critico, a stabilire cosa per lui sia arte o meno».
In questo contesto, come mai hai scelto Digiland per
ospitare le tue pagine? «Principalmente perchè è stata
una delle prime comunità italiane che ho conosciuto quando ho
iniziato a navigare in Internet, ma soprattutto perché la ritenevo
all'avanguardia nei servizi offerti e affidabile dal punto di vista
tecnico... e la mia sensazione si è rivelata rispondente alla
realtà».
Ringraziamo per la disponibilità
Margherita e vi invitiamo a visitare il sito seguendo questo link:
http://digilander.iol.it/margheritafascione
di Giovanni
Zisa
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